Ad una lettura superficiale della norma il DPO sembra un “ispettore/controllore”, in realtà può rappresentare un significativo valore aggiunto per l’azienda/organizzazione.

“Il Data Protection Officer (o Data Privacy Officer), come prescrive la Commissione europea, è chiamato ad assolvere a diverse funzioni e ha la responsabilità di essere l’interfaccia di riferimento in azienda per tutte le questioni connesse alla sicurezza dei dati personali, garantendo un flusso di comunicazione efficace con gli interessati e con l’autorità Garante della Privacy. Entrando nello specifico delle sue mansioni, il regolamento stabilisce come tale figura debba essere in grado di fornire consulenza al management aziendale circa le prescrizioni della legge, sorvegliando che essa sia correttamente applicata, e di adoperarsi per effettuare in modo continuativo consultazioni di vario genere (e di natura preventiva in particolare)…”

Per approfondire l’argomento vi consigliamo di leggere l’articolo di Giovanni Rusconi, uscito su Il Sole 24 ore il 21 maggio 2018 “Arriva il Gdpr: come scegliere il nuovo manager della privacy”